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  • «In realtà senza la facoltà nutritiva non esiste quella sensitiva, mentre nelle piante la facoltà nutritiva esiste indipendentemente da quella sensitiva. A sua volta senza il tatto non è presente nessun altro senso, mentre esso esiste senza gli altri, poiché molti animali non possiedono né la vista, né l’udito né la percezione dell’odore».

    Aristotele, De anima
  • «E come la facoltà nutritiva può esistere indipendentemente dal tatto e da ogni altro senso, così il tatto può esistere senza gli altri sensi».

    Aristotele, De anima
  • «Forse la natura ha dato questo organo (la mano) solo all’uomo perché possa, toccando tutti i lati di un corpo, farsi un concetto della forma di esso: sembra infatti che le antenne degli insetti rivelino solo la presenza, non la forma dei corpi».

    I. Kant, Antropologia dal punto di vista pragmatico
  • «La mano non sarebbe un esempio tra gli altri, ma la migliore metonimia di un certo altro o di più altri luoghi tattili – o non tattili – del corpo».

    J. Derrida, Toccare, Jean-Luc Nancy
  • «L’amore è il tocco dell’aperto».

    J.L. Nancy, Corpus
  • «Io vedo me stesso, vedo il mio corpo, ma ciò non avviene nello stesso modo di quando mi tocco. Quello che chiamo corpo proprio, non è una cosa che è vista e che vede, mentre il mio corpo proprio, quando lo tocco, è qualcosa che tocca ed è toccato».

    E. Husserl, Idee per una fenomenologia pura e per una filosofia fenomenologica
  • «La sensazione tattile localizzata non è uno stato della cosa materiale mano. È la mano stessa, che per noi è più di una cosa materiale, e il modo in cui è mia, a far sì che io, il “soggetto del corpo proprio”, dica: quello che è della cosa materiale, è cosa sua e non mia. […] Su questa superficie della mano io ho sensazioni di contatto e simili. E proprio per questo essa si annuncia immediatamente come mio corpo proprio […].Un soggetto che fosse provvisto di soli occhi non potrebbe avere un corpo proprio capace di manifestarsi».

    E. Husserl, Idee per una fenomenologia pura e per una filosofia fenomenologica
  • «Se la mia mano sinistra può toccare la mia mano destra intenta a palpare i tangibili, toccarla mentre tocca, volgere su di essa la sua palpazione, perché, toccando la mano di un altro , non toccherei in essa lo stesso potere di spostare le cose che ho toccato nella mia mano?».

    M. Merleau Ponty, Il visibile e invisibile
  • «La carezza consiste nel non impadronirsi di niente, nel sollecitare ciò che sfugge continuamente dalla sua forma verso un avvenire – mai abbastanza avvenire nel sollecitare ciò che si sottrae come se non fosse ancora. Essa cerca, fruga. Non è un’intenzionalità di svelamento, ma di ricerca: cammino nell’invisibile. In un certo senso esprime l’amore, ma soffre per l’incapacità di dirlo».

    E. Levinas, Totalità e infinito
  • «Non può sentirsi mai la cosa che non si tocca».

    T. Campanella, Il senso delle cose e la magia
  • «Come la vista è più perfetta di tutti nel conoscere, così il tatto è più necessario in quanto è il primo che esiste nel processo della generazione».

    S. Tommaso, Commento alla Metafisica di Aristotele
  • «Hoc est enim corpus meum».

    Canon missae
  • «A chi la tocca, la tocca».

    A. Manzoni, I promessi sposi
  • «Noli me tangere».

    Gv, 20,17
  • «Il tatto è più sensi od è un senso solo? Inoltre qual è il sensorio della facoltà tattile, la carne e ciò che negli altri animali vi è di analogo, oppure questa è il mezzo, mentre il sensorio primo è qualcos’altro, situato all’interno?».

    Aristotele, De anima
  • «Digito, ergo sum. È il motto di uno spostamento progressivo dal tecnologico al biologico, dall’avere all’essere, dalla terza alla prima persona. Il che consente all’informatica di realizzare la promessa contenuta nel suo nome e di diventare sinapsi, materia subtilis, funzione senza peso».

    M. Niola, Il presente in poche parole
  • «Il tatto – sarebbe forse meglio dire, il tocco, oppure bisognerebbe conservare alla parola il suo valore verbale, come quando si dice “il sentire” – il tatto non ha dunque un “primato” o un “privilegio” se non in quanto non si subordina a niente».

    J. L. Nancy, Le Muse
  • «Il modo singolare della presentazione di un limite è che questo limite viene ad essere toccato: occorre cambiare senso, passare dalla vista al tatto».

    J. L. Nancy, Un pensiero finito
  • «E Gesù stese la mano e lo toccò dicendo: “Lo voglio, sii sanato”. E subito la sua lebbra scomparve».

    Mt 8, 3
  • «Ed ecco due ciechi, seduti lungo la strada, sentendo che passava, si misero a gridare: “Signore, abbi pietà di noi, figlio di Davide”. La folla li sgridava perché tacessero, ma essi gridavano ancora più forte: Signore, figlio di Davide, abbi pietà di noi”. Gesù, fermatosi, li chiamò e disse: “Che volete che io faccia?”. Gli risposero: “Signore, che i nostri occhi si aprano”. Gesù si commosse, toccò loro gli occhi e subito ricuperarono la vista e lo seguirono».

    Mt 20, 3034
  • «Avvertite gli Israeliti di ciò che potrebbe renderli immondi, perché non muoiano per la loro immondezza, quando contaminassero la mia Dimora che è in mezzo a loro».

    Lv 15, 31
  • «Siate santi, perché io, il Signore, Dio vostro, sono santo».

    Lv 19, 2
  • «Il modo singolare della presentazione di un limite è che questo limite viene ad essere toccato: occorre cambiare senso, passare dalla vista al tatto».

    J. L. Nancy, Un pensiero finite
  • «La vista è una specie di tatto concernente soltanto gli oggetti diversi dal nostro volto e lontani da noi».

    D. Diderot, Opere filosofiche
  • «Toccare l’origine non significa mancarla: significa essere propriamente esposti ad essa. Non essendo un’altra cosa (un aliud), l’origine non è “mancabile”, né appropriabile. […] Noi la tocchiamo nella misura in cui ci tocchiamo, e tocchiamo, il resto dell’essente. Noi ci tocchiamo in quanto esistiamo. Il nostro toccare è ciò che ci rende noi e non c’è nessun segreto da scoprire o da nascondere dietro il toccare steso, dietro il “con” della co-esistenza».

    J. L. Nancy, Essere singolare plurale
  • «Tommaso, uno dei Dodici, chiamato, Didimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: Abbiamo visto il Signore!”. Ma egli disse loro: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò».

    Gv 20, 24-25
  • «Lo presentisco ma non lo so ancora, so sempre meno ciò che questo vuol dire, toccarlo/il tatto. Certamente non potrei fargliene parte e spartire (partager) questo, toccarlo, se non toccando il tatto, dunque il problema o la domanda del tatto, che a loro volta dovrebbero toccare in modo pertinente il tema, cioè il senso del tatto. Come toccare, senza toccare, il senso del tatto?».

    J. Derrida, Toccare, Jean-Luc Nancy
  • «Il grande vincitore, in questa fiera dei sensi fondata sulle rovine del castello dell’occhio e del foro interiore, è il tatto – l’organo dello “stretto”, come lo chiama Diderot».

    E. de Fontenay, Diderot ou le matérialisme enchanté
  • «L’enigma sta nel fatto che il mio corpo è insieme vedente e visibile. Guarda ogni cosa, ma può anche guardarsi, e riconoscere in ciò che allora vede “l’altra faccia” della sua potenza visiva. Si vede vedente, si tocca toccante».

    M. Merleau-Ponty, L’occhio e lo spirito
  • «Ogni sensazione è spaziale, abbiamo accettato questa tesi non perché la qualità come oggetto può essere pensata solo nello spazio, ma perché, come contatto primordiale con l’essere, come ripresa da parte del soggetto senziente di una forma indicata dal sensibile, come coesistenza del senziente e del sensibile, è essa stessa costitutiva di un ambito di coesistenza, ossia di uno spazio.[] è a priori impossibile toccar senza toccare nello spazio, giacché la nostra esperienza è l’esperienza di un mondo».

    M. Merleau-Ponty, Fenomenologia della percezione
  • «Amo a te significa “osservo nei tuoi confronti un rapporto di in-direzione”. Non ti sottometto, né ti consumo. Ti rispetto (come irriducibile). Ti saluto: saluto in te. Ti lodo: lodo in te. Ti ringrazio: rendo grazie a te per… Ti benedico per. […] L’a impedisce il rapporto di transitività, in cui l’altro perderebbe la sua irridcibilità, e la reciprocità non sarebbe possibile. […] L’a è il segno della non-immediatezza, della mediazione tra noi. […] L’a è il luogo della non-riduzione a oggetto della persona».

    L. Irigaray, Amo a te
  • «L’io non è altro se non la singolarità di un tocco, di un tocco in quanto il tocco è sempre attivo e passivo ad un tempo, e in quanto il tocco evoca qualcosa di puntuale […] L’unità di un corpo, la sua singolarità, è l’unità di un tocco, di tutti i tocchi (di tutti i toccare) di questo corpo. Ed è questa unità che può fare un io, un’identità. […] a condizione che la soggettività di questo soggetto sia ben compresa come l’essere fuori di sé, come un “sentirsi”, ma in quanto il “sentirsi” precisamente non è un porsi da sé e un appropriarsi di sé nella pura interiorità, ma è un essere in esteriorità in rapporto a se stesso. L’essere sé è necessariamente l’essere fuori, al di fuori, essere esposto o esteso. È ciò che Heidegger tenta di far dire alla parola Dasein (l’esistenza): il Dasein è l’essere il “ci” (da). […] L’essere sé è necessariamente l’essere fuori, al di fuori, essere esposto o esteso. È ciò che Heidegger tenta di far dire alla parola Dasein (l’esistenza): il Dasein è l’essere il “ci” (da)».

    J.L. Nancy, Indizi sul corpo
  • «[…]con la carezza – noi abbiamo il tenero e il carnale. Significato corporale del tempo».

    E. Levinas, Carnets de captivité et autres inédits

MARIA RITA PARSI - Toccare il fondo e poi risalire. La condizione e l’arte di morire e rinascere

Castello di Desenzano
Vicolo Fosse Castello – Desenzano sul Garda (Bs)
(in caso di maltempo l’incontro si terrà presso il Salone Benedetti, all’interno del castello )

La lectio magistralis sarà accompagnata dalla performance artistica TOCCARE IL FUOCO di e con Nicola Pignoli (giocoliere) e Lorenzo Samanni (attore).

Maria Rita Parsi, psicopedagogista, psicoterapeuta, docente universitaria, giornalista, scrittrice. Lavora a Roma e Milano. Ha fondato e dirige la SIPA (Scuola Italiana di Psicoanimazione). Dal dicembre 2012 è membro del Comitato Onu per i diritti dei Fanciulli e delle Fanciulle, organismo con sede a Ginevra che ha il compito di verificare che tutti gli Stati aderenti alla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Bambino ne rispettino gli obblighi. Ha dato vita alla Fondazione Movimento Bambino Onlus, ora Fondazione Fabbrica della Pace e Movimento Bambino Onlus, istituzione culturale nazionale ed internazionale per la tutelagiuridica e sociale dei bambini, per la diffusione della Cultura per l'Infanzia, per la formazione dei formatori.

Nel 2012 viene eletta al Comitato ONU per i Diritti del Fanciullo, organismo con sede a Ginevra che ha il compito di verificare che tutti gli Stati aderenti alla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Bambino ne rispettino gli obblighi.

Dall’8 gennaio 2016 è Membro della Consulta Femminile del Pontificio Consiglio della Cultura, presieduta da S. Em. Cardinal Gianfranco Ravasi. Svolge da anni un’intensa attività didattica per la formazione dei formatori presso Università, Istituti specializzati, Associazioni private. È coordinatrice e didatta presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia ad orientamento umanistico: Psicoumanitas dal 2008 ad oggi.

È stata insignita dal Presidente della Repubblica del titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica. Scrive su quotidiani: «Il Giorno», «Il Messaggero», «Il Resto del Carlino», «La Nazione»)periodici(«Oggi», «Confidenze»)e riviste anche specializzate «(Riza Psicosomatica», «Educare 0-3»). È vice-presidente della giuria del Premio Internazionale di Filosofia/Filosofi lungo l’Oglio. Un libro per il presente.

Ha pubblicato più di 50 opere tra saggi, romanzi e ricerche. Per Mondadori ha pubblicato, tra gli altri: Fragile come un maschio (2000); L’alfabeto dei sentimenti (2003); Amori imperfetti (2004); Single per sempre (2007); Ingrati. La sindrome rancorosa del beneficato (2011), Doni. Miracoli quotidiani di gente comune (2012); Ricordiamo inoltre: Onora il figlio e la figlia (con M.B. Toro), Salani, Milano 2006; Maladolescenza. Quello che i figli non dicono (con M. Campanella), Piemme, Milano 2014; I maschi son così. Penelope si è stancata, Piemme, Milano 2016.



Caratteristiche dell'evento

Inizio evento Lunedì 17 Luglio 2017 | 21:15
Fondazione Cariplo
Despar
Ime
Credito Cooperativo di Brescia
Fondazione Cogeme
Coldiretti Brescia
Rotary Club
 Collezione Paolo VI
 Fondazione ASM
 AOB2
 Movimento Bambino Onlus
 Nuova Orceania
BCC Agrobresciano
 Cogeme Lgh